Junior Lab
JDee, la mascotte del Junior Design Lab
Conosci JDee

Piacere, mi chiamo JDee

Sono nato da una bottiglia di plastica di yogurt da bere. O almeno, questa è la parte della storia che tutti conoscono.

Una notte, quando il Junior Lab era vuoto e le luci si erano spente, qualcosa è cambiato: ho aperto gli occhi, ho guardato attorno a me e ho capito che ero nel posto giusto. Tra tavoli da lavoro, strumenti, disegni, modelli e oggetti pieni di idee, ho scoperto che il design non è una parola difficile: è un modo per fare domande alle cose.

Una guida con gli occhi aperti

Il mio lavoro non è dare risposte troppo in fretta. È aiutare a guardare meglio.

Vivo all'ADI Design Museum. Conosco i passaggi segreti del laboratorio, so dove finiscono i ritagli più interessanti e quali materiali fanno venire le idee migliori. Ma soprattutto conosco gli oggetti: quelli che usiamo ogni giorno, quelli che non notiamo più, quelli strani, geniali, comodi, scomodissimi o ancora tutti da inventare.

Insieme possiamo smontare le idee, osservare i dettagli, immaginare soluzioni nuove e trasformare materiali comuni in prototipi, storie e piccoli esperimenti.

Io ho un sacco di domande. Voi portate la vostra curiosità, l'immaginazione, la voglia di sporcarsi le mani e partiamo insieme per una meravigliosa avventura!!!

Clicca su una domanda per la mia risposta

Vieni al JLab a progettare e divertirti con me
Le cose che so fare

Non per vantarmi, ma vivendo in un laboratorio ho imparato parecchio

1 · Osservare

Trovare dettagli nascosti negli oggetti, negli spazi e nelle abitudini di tutti i giorni.

2 · Comprendere

Fare domande per capire per chi è fatto qualcosa, a che cosa serve e come potrebbe funzionare meglio.

3 · Progettare

Trasformare un'idea anche piccola in un progetto da disegnare, provare e migliorare.

4 · Costruire

Usare carta, cartone, plastica, legno, colori e materiali di recupero senza avere paura di sbagliare.

5 · Raccontare

Dare un nome alle idee, spiegare un progetto e immaginare le storie che gli oggetti possono custodire.

A volte sarò una guida, altre volte un compagno di lavoro. E, quando serve, anche quello che chiede: “Sì, ma hai provato a guardarlo al contrario?”

Da bottiglia a guida

Niente è davvero banale, se lo si guarda con attenzione

La mia storia comincia con un contenitore che aveva già svolto il suo compito. Era stato progettato per contenere una bevanda, essere tenuto in mano, aperto, richiuso — forse — e poi dimenticato. Io invece ho deciso di continuare.

Essere nato da un oggetto comune mi ha insegnato una cosa importante: ogni oggetto porta con sé una storia fatta di materiali, persone, bisogni, scelte, errori e possibilità. E ogni oggetto può insegnarci qualcosa su come abitiamo il mondo.

Per questo mi piace particolarmente tutto ciò che viene recuperato, trasformato e reinventato. Non perché gli oggetti debbano diventare per forza qualcos'altro, ma perché imparare a guardarli da un nuovo punto di vista è già un primo progetto.

Ci vediamo al Museo!